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Orchidee
Prendersi cura delle piante di Orchidee significa innaffiarle con regolarità, somministrare periodicamente leggere dosi di fertilizzante nonché procedere agli interventi di potatura delle piante di orchidee e per le specie in vaso al necessario rinvaso.
Per quanto riguarda il posizionamento delle piante di orchidee bisogna fare attenzione a scegliere un posto che assicuri loro la giusta quantità di luce, di umidità e temperatura. In genere le orchidee amano la luce e nel caso siano in casa quando necessario si può ricorrere ad una illuminazione artificiale.
Sul mercato esistono lampade specifiche con tubi al neon, o i modelli a vapori di sodio che sono specifiche per la coltivazione di tali piante piante, tuttavia anche la luce delle lampadine classiche può bastare.
Dal punto di vista della temperatura le orchidee amano il caldo e quindi non hanno problemi a stare in casa. Per la cura delle Orchidee coltivate all’esterno bisogna proteggere la massa radicale dalle forti gelate facendo ricorso all’operazione di pacciamatura, ossia coprendo il terriccio con uno strato di paglia, foglie o altro materiale equivalente, anche sintetico. Per le Orchidee coltivate in casa, oltre ai noti interventi di manutenzione, diventa necessario spolverare periodicamente le foglie per assicurare alle stesse di poter godere in maniera compiuta della luce del sole.
La frequenza degli interventi di innaffiatura dipende da svariati fattori, quali le condizioni climatiche, lo stato della pianta (periodo di riposo vegetativo, periodo di intensa vegetazione, fioritura, periodo post rinvaso), le dimensioni, l'anzianità e qualità del terriccio, la grandezza del vaso. Di sicuro, bisogna procedere ad un nuovo intervento solo quando sono superati gli effetti della precedente innaffiatura ossia quando il terriccio diventa asciutto.
Nella cura delle Orchidee, è opportuno tenere presente che tale specie non ama un substrato particolarmente asciutto a differenza della maggior parte delle piante che temono più l’eccesso che la carenza d’acqua.
Il rinvaso delle orchidee va effettuato ad anni alterni nella stagione primaverile, ossia alla fine del periodo di riposo vegetativo. Si procede alla sostituzione del vaso con uno più grande se la nuova grandezza della pianta lo richiede, si effettua la sostituzione del substrato, e si rimuovono le delle radici spezzate, legnose o eventualmente marcite. La sostituzione del terriccio è importante dal momento che il substrato in vaso ha elementi poco nutritivi fin dal primo momento e che può diventare completamente sterile molto velocemente.
Il materiale del vaso deve assicurare un’adeguata ossigenazione al terriccio. Per assicurare un buon drenaggio dell'acqua conviene praticare in fondo al vaso dei fori se non sono presenti e sistemare una griglia per evitare la perdita di terriccio. Sebbene il mercato offra terriccio universale che contiene un miscuglio mediamente equilibrato dei vari elementi, per le specie di orchidee con maggiori esigenze di drenaggio è consigliabile integrare il miscuglio già pronto con elementi particolarmente drenanti, quali pezzetti di legna, polistirolo, corteccia sminuzzata. Qualora si decida di coltivare l’orchidea su un supporto di legno, bisogna scegliere un tronco con superficie irregolare che facilita l’ancoraggio delle radici.
MANUTENZIONE Orchidee
Le Orchidee, come tutte le piante, hanno bisogno di cure e manutenzioni, sia che si tratti di Orchidee coltivate in casa, che di Orchidee coltivate all’esterno, ossia sul balcone, terrazzo, in giardino. La manutenzione delle orchidee ha inizio col procurare alla pianta una dimora che risponde alle esigenze della specie sia all’interno dell’appartamento che a cielo. Anche se, a parità di condizioni climatiche, le esigenze non sono perfettamente le stesse per tutte le specie di orchidee, è possibile far riferimento a regole di portata generale che filtrate e adeguate col proprio buon senso, possono essere valide per la maggior parte della specie. La quasi totalità di orchidee predilige un ambiente umido e bene illuminato, salve le specie da sottobosco che pur prediligendo un ambiente umido, preferiscono dimorare in penombra, in linea col proprio habitat naturale.
Circa il posizionamento, all’interno o all’esterno dell’appartamento, diciamo che per una parte di esse la scelta è indifferente, si tratta di specie che possono essere educate sia all’esterno che all’interno, salvo a preservarle da situazioni di clima estreme. A riguardo, è opportuno proteggere dalle gelate le piante che vivono a cielo aperto, trasferendole in casa, in serra, o intervenendo con operazioni di pacciamatura, durante il periodo più rigido della stagione invernale. Analogamente, per le Orchidee coltivate in casa, si reputa opportuno trasferirle fuori durante le stagioni calde, proteggendole eventualmente durante i periodi torridi della stagione estiva. La manutenzione delle Orchidee, oltre che l’individuazione della dimora adeguata, prevede gli interventi comuni alla coltivazione di tutte le piante, quali innaffiature, concimazioni, rinvaso, potature, trattamento antiparassitario. Non trattandosi di interventi da confezionare ad hoc per una specifica specie di Orchidea, diciamo che in linea di massima molte specie di orchidee, sebbene prediliggano un terriccio umido, non amano molta acqua, temono i ristagni ed il marciume radicale. Vale la regola generale che bisogna intervenire con una nuova innaffiatura quando gli effetti dell’intervento precedente risultano completamente superati, nel senso che il terriccio risulta asciutto, anche se ancora leggermente umido. Considerato che per tutte le piante i danni conseguenza di un eccesso d’acqua, sono di gran lunga superiori a quelli collegati ad una carenza d’acqua, nel dubbio è meglio ritardare l’intervento di qualche giornata anziché anticiparlo. Sebbene in natura le Orchidee non dispongono di molti elementi nutritivi, per le specie terricole, in considerazione della quasi sterilità di alcuni componenti del terriccio, durante il periodo di vegetazione è opportuno programmare soft interventi fertilizzanti, sciogliendo o diluendo nell’acqua destinata all’innaffiatura piccole dosi di concime per orchidee. In qualche misura, anche la frequenza degli interventi di rinvaso delle orchidee risulta condizionata dalla velocità con la quale il substrato diventa sterile, diciamo che si consiglia la sostituzione del substrato e se necessario del Vaso ad anni alterni. Con gli interventi di potatura e antiparassitari, in qualche misura si completano gli interventi di manutenzione delle orchidee. Gli interventi di eliminazione o riduzione degli steli i cui fiori hanno terminato il loro percorso vitale, dipendono dalle specie di orchidee. Esistono, infatti, orchidee che rifioriscono sullo stesso stelo che ha già prodotto il fiore, per cui questi non va reciso, ma accorciato del 20/30%; esistono invece specie che non rifioriscono per la seconda volta sullo stesso stelo, per cui questi va reciso nella sua interezza.
Per quanto riguarda gli interventi antiparassitari, diciamo che la specie teme l’attacco dei parassiti animali, quali afidi, cocciniglie e bruchi, per combattere i quali è possibile eseguire preventivi interventi con insetticidi adeguati
COLTIVAZIONE Orchidee
Seguono alcune considerazioni su come coltivare le orchidee sia in casa che all'esterno. Premettiamo che, nel linguaggio corrente il temine orchidea viene utilizzato sia per indicare il fiore che il nome della relativa pianta. Senza scendere nei particolari, il fiore di orchidea nella parte superiore prevede il calice, costituito da 3 elementi, detti sepali, mentre nella parte inferiore troviamo 3 petali. I fiori di orchidea assumono la forma particolare che siamo abituati a vedere in quando durante la crescita, la quasi totalità degli stessi, compiono una torsione che modifica l’originaria posizione dei sepali rispetto a quella dei pedali e viceversa, torsione in genere di 180°, ma che può raggiungere i 360° o mancare del tutto. I fiori delle orchidee sono dotati sia di organi femminili che di organi maschili; la relativa impollinazione avviene a cura degli insetti che trasportano il polline gelatinoso, che si attacca al loro corpo, di fiore in fiore. Le specie di orchidee conosciute, che vivono sparse in ogni parte della Terra, sono decine di migliaia e con esigenze diverse, in linea con le condizioni climatiche dell’habitat di origine, spaziando da specie che sopportano il freddo a specie che necessitano costantemente di un clima temperato, da specie che prediligono l’ acqua a specie che sopportano bene la siccità, da specie che temono i raggi diretti del sole a specie che li sopportano almeno in parte, da specie che prevedono il periodo di riposo vegetativo a specie che lo prevedono in forma soft, per passare a specie che lo escludono totalmente, da specie che necessitano di dimore bene illuminate a specie che prediligono la penombra. Per esempio, contrariamente a molte specie di orchidee che temono il freddo e prediligono dimore bene illuminate, la specie calypso, predilige dimorare in penombra, in terriccio che si conserva umido, esclusivamente all’esterno, anche in presenza di condizioni climatiche particolarmente rigide. Appare evidente che per la relativa coltivazione e cura, sia in casa che a cielo aperto, non esistono regole rigide, valide per tutte le specie. In linea generale, diciamo che coltivare orchidee significa assicurare alle stesse una dimora bene illuminata, arieggiata, fuori dalla portata dei raggi diretti del sole, provvedendo a proteggerle da condizioni climatiche caratterizzate da caldo torrido o freddo glaciale, accompagnato quest’ultimo, da consistenti gelate. In alternativa al ricovero della pianta in una serra non riscaldata o all’interno dell’appartamento, al fine di proteggere la massa radicale, punto debole di ogni pianta, è possibile ricorrere ad interventi di pacciamatura utilizzando paglia, foglie secche o telo sintetico. In linea di massima, l’orchidea è una pianta sia da esterno che da interno, che vive in vaso come in piena terra, anche se l’orchidea che vive in vaso all’esterno, va ricoverata in serra o all’interno dell’appartamento durante il periodo particolarmente freddo della stagione invernale, mentre è salutare portare all’esterno, durante le stagioni calde, l’orchidea che vive in casa, non mancando di preservarla dal caldo torrido.
La portata e la frequenza degli interventi di annaffiature sono da tarare in funzione delle condizioni climatiche della stagione e dell’area geografica, assicurando al terriccio un costante grado di umidità. Con riguardo alla coltivazione delle orchidee, bisogna considerare che alcune specie non prevedono il periodo di riposo vegetativo, per cui le innaffiature non risentono dello stato in cui si trova l’orchidea, ma solo delle condizioni climatiche. E’ noto, infatti, che gli interventi di innaffiatura risultano sensibilmente ridotti durante il periodo di riposo vegetativo. Altra circostanza che condiziona gli interventi di innaffiatura è collegata alla presenza di specie sempreverde o a foglie caduche, considerato che le prime necessitano di regolari interventi di innaffiatura durante l’intero anno. In linea di massima, anche per l’orchidea, valgono le regole generali che consigliano di innaffiare regolarmente durante le stagioni calde, ridurre gli interventi durante l’inverno, mantenere il substrato leggermene umido, aspettando che si asciughi quasi completamente, prima di un successivo intervento. Gli interventi di innaffiatura a secondo della stagione, calda o fredda, vanno effettuati rispettivamente di mattino o di sera, evitando di intervenire durante le ore più calde delle giornate estive o durante le gelate della stagione invernale. Come tutte le piante, anche l’orchidea, in presenza di ristagni d’acqua, conseguenza di terriccio poco drenante o abbondanti e frequenti innaffiature, rischia il marciume radicale, mentre a secondo della specie e delle condizioni climatiche della dimora, può essere attaccata da parassiti di origine animale, dalle cocciniglie agli afidi, ai bruchi.
Le piante di orchidee necessitano di essere fertilizzate, con concimi specifici, durante il periodo vegetativo e di essere rinvasate ogni due/ tre anni. La fertilizzazione può avvenire anche contestualmente alle innaffiature, diluendo il concime nell’acqua utilizzata.
La riproduzione delle orchidee avviene con la materiale divisione della pianta in più parti, da interrare in altrettanti vasi, prelevando germogli e sistemandoli in altri Vasi, prelevando bulbi, con riguardo alle specie a foglie caduche, e interrandoli in altrettanti Vasi. Per le specie che in natura crescono sui tronchi degli alberi, il substrato prevede la comune torba combinata con pezzetti di corteccia di alberi o sostanze equivalenti, sostanze, quindi, in parte povere di elementi nutritivi, per cui gli interventi fertilizzanti diventano determinanti per una crescita rigogliosa ed in salute della pianta di orchidea, anche se in natura le orchidee spesso sopravvivono in condizioni nutritive estreme. Per le specie di orchidee terricole, il terriccio prevede la combinazione equilibrata dei comuni elementi, quali torba, sabbia, anche se si è soliti aggiungere pezzetti di corteccia d’alberi. Circa gli interventi di potatura, per le specie di orchidee che non rifioriscono sullo stesso stelo, essi consistono nel recidere quest’ultimo una volta che il fiore è giunto alla fine del suo ciclo vitale. Viceversa, per le specie che rifioriscono sullo stesso stelo, questi non va reciso.
ORCHIDEE IN CASA
Le Orchidee possono essere considerate piante da coltivare in casa, anche se è salutare farle dimorare all’esterno a partire dall’inizio della primavera a fine estate inizio autunno. Similmente, le Orchidee coltivate in vaso all’esterno, con l’arrivo dei primi freddi vanno rincasate o messe a dimora in una serra non riscaldata. In alternativa, bisogna quantomeno proteggerne la massa radicale, ricorrendo ad un’operazione di pacciamatura. In entrambi i casi, sia che si trovi all’esterno che in casa, la pianta di orchidea necessita di una postazione bene illuminata e arieggiata, fuori dalla portata dei raggi diretti del sole. E’ una pianta che predilige un ambiente umido, ma teme il ristagno d’acqua, per cui bisogna assicuragli un substrato piuttosto drenante, da mantenere leggermente umido. In realtà, più che definire l’Orchidea una pianta da appartamento o una pianta da esterno, sarebbe più corretto dire che vi sono specie di orchidee che vivono meglio all’esterno e specie che vivono meglio in casa, anche in considerazione della zona climatica, senza perdere di vista, come abbiamo già detto, che la distinzione non è netta, nel senso che in presenza di certe condizioni climatiche e per periodi limitati alla stessa Orchidea che vive in casa o all’esterno bisogna assicurare la possibilità di alternare dimora. L’Orchidea è una pianta che pur prediligendo un ambiente umido, non ama molta acqua e teme il marciume radicale, per cui va innaffiata solo quando il terriccio risulta asciutto o leggermente umido; importante è che siano completamente superati gli effetti del precedente intervento. Poiché l’orchidea è una pianta che ama la luce anche per quanto riguarda la parte non aerea, è consigliabile allevarla in un vaso trasparente, anche per tenere sott’occhio lo stato di umidità del terriccio e la salute della massa radicale. Per assicurare all’Orchidea che vive in casa un habitat ideale, oltre a posizionarla in un angolo servito da luce e sole, è opportuno dotarla di un sottovaso contenente argilla espansa imbevuta d’acqua. Quest’ultima a contatto col calore evapora umidificando l’ambiente circostante la chioma della pianta. Durante la stagione particolarmente calda e asciutta e durante l’inverno in presenza di termosifoni accessi che rendono l’aria secca e irrespirabile, risultano salutari per la piante di orchidea interventi di nebulizzazione.
In pratica, sebbene gran parte delle specie di Orchidee si adattano al comune clima degli appartamenti, bisognerebbe fare un distinguo tra quelle che prediligono un clima particolarmente caldo umido e quelle che prediligono un ambiente più fresco. Tra le specie di orchidee maggiormente indicate per essere coltivate in casa, ricordiamo la Phalaenopsis, Dendrobium e Vanda. Sicuramente la vita per le piante che vivono in casa è meno facile di quelle che vivono all’esterno, a cielo aperto, nel proprio habitat naturale sia per l’assenza dell’alternarsi delle stagioni che per la presenza dei riscaldamenti durante la stagione invernale. Ci sono piante per ogni casa, ma non ogni pianta può vivere in tutte le case, o quantomeno indifferentemente in tutti gli angoli della stessa. Per non avere sorprese, la scelta delle piante va fatta in funzione dell’habitat che alle stesse è possibile assicurare. In particolare, non è possibile ospitare e coltivare orchidee se non si dispone di una casa bene illuminata, la luce rappresenta una condizione indispensabile alla salute delle orchidee. Per le orchidee tenute in casa importanti sono i periodici interventi di pulizia delle foglie, dal momento che non si può contare sulle docce offerte dalla pioggia, mentre perché la pianta usufruisca compiutamente della luce del sole, le sue foglie devono essere adeguatamente pulite. Sebbene l’orchidea è una pianta che non necessita di abbondanti elementi nutritivi, è opportuno fertilizzarla tre / quattro volte all’anno, diluendo lievi dosi di concime per orchidee nell’acqua destinata alle innaffiature. Oltre alle orchidee terricole, in casa possono essere coltivate le orchidee epifite ossia da ancorare, mediante fili di nylon, rame o altro materiale equivalente, ad una struttura in legno, un pezzo di tronco, una zattera di sughero, possibilmente ricoperta di muschio, per assicurare alle nuove radici una più facile e migliore presa ed un certo grado di umidità.
ORCHIDEE IN VASO
Oltre che su zattere di sughero, strutture e tronchi di legno, le orchidee vengono coltivate in vaso, diventando oggetto di tutte le cure e manutenzioni cha fanno capo a questa tipologia di coltivazione. Il Vaso deve essere possibilmente in plastica trasparente, dal momento che anche la massa radicale delle Orchidee predilige la luce.
La circostanza, tra l’altro, risulta utile perché consente di tenere sotto controllo la salute delle radici e lo stato del terriccio, al fine di cadenzare e regolare bene gli interventi di innaffiatura da cui, unitamente alla buona illuminazione, in larga misura dipende la salute dell’ Orchidea, senza valutare il contributo estetico delle radici che si intravedono. L’esigenza di luce, con riguardo alla massa radicale, è una conseguenza del modo in cui vivono le Orchidee in natura, ossia con le radici in piena luce aggrappate ai tronchi e rami degli alberi, anche se non manca chi sostiene che alcune specie di Orchidee, tra cui le Phalaenopsis, possono essere invasate senza problemi anche in vasi non trasparenti, purché in grado di assicurare una buona areazione e ossigenazione, dal momento che la luce risulterebbe indispensabile alle foglie e non alla massa radicale. Al fine di assicurare all’Orchidea un habitat caratterizzato da un certo grado di umidità, senza che le radici dimorano in acqua, in genere si provvede a dotare il Vaso di un sottovaso contenente argilla espansa imbevuta d’acqua, la quale evaporando umidifica la zona circostante l’ intera pianta. Contrariamente a quanto si possa pensare, la coltivazione delle piante in vaso all’interno degli appartamenti, in qualche misura è più impegnativa della coltivazione in Vaso o terra piena a cielo aperto, in particolare per la mancanza dell’alternanza delle stagioni, che per alcune specie rappresenta un evento importate e salutare.
Ad ogni buon conto, come tutte le pianta d’appartamento, l’Orchidea coltivata in vaso ha bisogno di cure e manutenzioni, che spaziano dagli interventi di innaffiatura alla pulizia delle foglie, dagli interventi di potatura a quelli di rinvaso, dagli interventi di concimazione a quelli antiparassitari. Passando brevemente in rassegna ognuno di essi, diciamo che l’Orchidea non necessita di molta acqua, pertanto in autunno gli interventi di annaffiatura vanno ridimensionati, d’inverso vanno completamente sospesi, mentre con molto buon senso vanno praticati nelle stagioni calde. In particolare, poiché le orchidee prediligono il caldo umido, ma temono le patologie fungine, in presenza di un clima estivo particolarmente asciutto o in presenta di termosifoni accessi, durante l’inverno, per le Orchidee in vaso coltivate in casa, non devono mancare le salutati nebulizzazioni.
Con riguardo alle orchidee coltivate in vaso all’esterno, bisogna evitare gli interventi di innaffiatura durante le ore calde della stagione estiva. Circa la stagione invernale, andrebbero evitati gli interventi in costanza di gelate, ma come abbiamo detto, durante questa stagione, con riguardo alle Orchidee, è opportuno sospendere completamente le innaffiature, senza considerare che la maggior parte di esse, durante l’inverno vanno rincasate o ricoverate in serre, mentre solo limitatamente ad alcune specie potrebbe essere sufficiente provvedere ad interventi di pacciamatura, per proteggere le radici dalle gelate.
Alla pulizia delle foglie delle Orchidee coltivate all’esterno, sia in piena terra che in vaso, provvede la natura con la pioggia, mentre per le Orchidee coltivate in casa a tanto bisogna provvedere manualmente, con un certa periodicità. Perché la pianta di Orchidea possa usufruire compiutamente dei benedici della luce del sole, non diretta, deve avere costantemente il fogliame pulito e privo di polvere.
Circa gli interventi di potatura delle orchidee, anche per le Orchidee coltivate in vaso, ci troviamo di fronte a tecniche inventate dall’ uomo per sue esigente, ma sicuramente non graditissime alle piante. Pertanto, anche in assenza di interventi da parte dell’uomo, sarà la natura a fare il suo corso. Ad ogni buon conto, lo stelo il cui fiore ha compiuto il suo ciclo, va tagliato alla base o accorciato parzialmente a secondo che non rifiorisce o rifiorisce sullo stesso stelo per una seconda volta, anche se la fioritura sullo stelo nuovo in ogni caso è da preferire, perché più rigogliosa e forte. Poiché parte degli elementi di cui si compone il substrato delle Orchidee coltivate in vaso è costituito da materiale inerte, come polistirolo o gomma piuma, sono necessari frequenti interventi di rinvaso, per sostituire il terriccio che velocemente perde di fertilità, diciamo anche annualmente, possibilmente con l’arrivo della stagione primaverile.
Col rinvaso si provvede alla sostituzione del vaso, con uno leggermente più grande, solo se la nuova grandezza della pianta lo richiede. Dopo l’ operazione di rinvaso dell'orchidea ricordasi di sospendere le innaffiature per una dozzina di giorni. Anche se l’Orchidea è una specie poco esigente con riguardo agli elementi nutritivi, basti pensare a come vive di stenti in natura, per le Orchidee in Vaso, interventi fertilizzanti a basso dosaggio, a base di azoto, fosforo e potassio, variamente combinati, risultano utili per favorire la vegetazione e la fioritura, mentre gli interventi antiparassitari possono essere preventivi o concomitanti all’attacco da parte dei comuni parassiti animali. Al riguardo, è opportuno tenere presente che igiene, luce, e corretta manutenzione tengono lontano malattie e parassiti
Orchidea phalaenopsis: accorgimenti, cure, esposizione e luminosità
Predilige essere esposta in zone molto luminose, se vive vicino ad una finestra, evitare che riceva i raggi diretti del sole. Temperatura: prediligono i climi caldi la temperatura minima non deve scendere mai sotto i 15°C. Non temono il caldo. Substrato: tutte le orchidee epifite necessitano di un substrato particolare, che è possibile trovare in commercio già pronto, oppure, creare un miscuglio di radici di osmunda e sfagno o corteccia di pino o abete. Il substrato va tenuto umido, poichè la pianta non dispone di organi deputati alla conservazione di liquidi (pseudobulbi) ma non zuppo, e fondamentale regola che vale per tutte le orchidee, evitare di lasciare dell'acqua nell'apice fogliare.
Irrigazione: annaffiare abbondantemente nel periodo vegetativo, lasciando asciugare il substrato tra una somministrazione e l'altra. Diminuire gradualmente con il calare della temperatura. Più alta è la temperatura, maggiore deve essere l'umidità dell'aria che la circonda. l'acqua deve poter sgrondare liberamente senza depositarsi in eccesso. E' opportuno far uso dell'acqua lasciata decantare dalla sera prima nell'annaffiatoio, quindi a temperatura ambiente e priva di cloro.
Concimazione: somministrare tutti i mesi del concime liquido
Propagazione: avviene per divisione dei cespi durante la primavera
Rinvaso: devono essere rinvasate ogni due o tre anni in marzo
Potatura: eliminare le parti appassite o danneggiate
Avversità: in caso di marciumi radicali le piantine devono essere rinvasate immediatamente. Se sono presenti cocciniglie è possibile eliminarle con un batuffolo di cotono imbevuto di alcol
Piccoli consigli: rinvasare ogni due o tre anni, quando le radici sbordano abbondantemente dal vaso, con la regola generale di disturbare meno possibile le radici sane, mentre è buona norma eliminare quelle annerite. Sistemare la pianta lontano dalle correnti d'aria fredda.
Storia: nell'antica Cina erano considerate fiori i grado di allontanare influenze nefaste, in particolare la sterilità. Nel Medioevo le si attribuivano proprietà fecondatrici di cui parlavano gli antichi. ambiente. I fiori sono molto adatti a essere recisi in quanto sono molto resistenti. Gli ibridi che sono stati creati sono moltissimi, a volte è anche difficoltoso avere informazioni sicure sulle origini. Le Orchidee appartengono ad un numeroso gruppo di piante testato dalla NASA nell'ambito di studi sulla purificazione dell'aria. Le Phalaenopsis sono piante idonee a vivere in appartamento con lo scopo di depurare l'aria che respiriamo! Producono ossigeno e contribuiscono al mantenimento del giusto grado di umidità dell'aria. In particolare, sono in grado di rimuove dall'aria xilene, toluene e formaldehyde. Lo xilene ed il toluene si originano dai pannelli di truciolato e di cartone, dalle vernici, dalle fotocopiatrici e dagli schermi di computer. La formaldeide, invece, è prodotta dal fumo di sigaretta, dal gas dei fornelli, dai sacchetti di plastica, dagli abiti di tintoria e dagli smalti. Le Orchidee Phalaenopsis sono epifite monopodali, ossia, in natura vivono sugli alberi che sfruttano come sostegno e presentano un solo piede vegetativo. Questo è possibile perchè ai tropici l'umidità atmosferica costantemente alta, permette a parecchie piante (orchidee, bromeliacee, felci e persino cactus) di sopravvivere con le "radici all'aria" senza disidratarsi. Crescono negli incroci dei rami, dove si accumula un minimo di humus. I rami degli alberi sono quindi dotati di vari "comfort", come cuscinetti di muschi e licheni, dove le piante epifite possono affondare le proprie radici. letteratura e mitologia:La stupefacente bellezza di questi fiori ha evocato il simbolo dell'armonia e dell'estrema perfezione spirituale. I Greci la chiamavano kosmosandalon ossia "sandalo del mondo", per il tipico labello rigonfio che si ritrova in molte specie spontanee. Una leggenda narra del giovane ermafrodito Orchide, che era disperato perchè il suo sensualissimo aspetto lo rendeva strano agli occhi degli altri e perciò veniva rifiutato da tutti. La sua ambiguità si rifletteva anche nel carattere: talvolta timido e schivo come una ninfa, talaltra aggressivo e lussurioso come il Dio Pan. Un giorno, per la disperazione, si gettò da una rupe. In seguito, dal suo sangue spuntarono moltissimi fiori, diversi gli uni dagli altri, ma tutti simili nella fastosa e bizzarra sensualità. arte.
L'estrema bellezza di questi fiori ha evocato il simbolo dell'armonia e dell'estrema perfezione spirituale. Per le cose particolari ed eleganti le orchidee sono le piante d’appartamento ideali, fioriscono per quasi tutto l’anno e danno un tocco esotico alla casa. Contrariamente a quello che si pensa tutti possono avere dei buoni risultati di coltivazione e fioritura, spingendosi poi fino alla creazione di nuove varietà ibride. Le orchidee che si trovano in vendita ormai sono tutti ibridi, incroci tra varie specie eseguiti per far si di ottenere fioriture particolari, lunghe e con colori piu belli e vivaci, oltre ovviamente (non per ultimo) avere piante economicamente accettabili. Quelle piu economiche e facilmente reperibili sono tutti i giorni sotto i nostri occhi, visto che molti supermarket le espongono sui banconi, tra queste citiamo il Dendrobium, il Cymbidium, l’Odontoglossum, l’Oncidium e le famose Phalaenopsis, altre sono altrettanto belle anche se piu difficili da coltivare come le Vanda (indonesiane) o i Paphiopedillum (scarpette di ballerina). Le orchidee ovviamente provenendo in gran parte da zone tropicali (ne esistono anche specie in Italia!) hanno bisogno di qualche accortezza in piu, diciamo piu o meno come per i discus. Avendo a che fare con un mondo immenso analizzerò solo la specie piu comune e facile da coltivare ovvero le Phalaenopsis che deriva il suo nome dal fiore somigliante una falena notturna.
E’ una pianta che ama il caldo con temperature che devono oscillare dai 17/18° di minima fino ai 26/28° di massima quindi come si vede sono temperature che si trovano comunemente in ogni casa, inoltre è amante delle finestre esposte a sud visto che la luce (non diretta) è estremamente importante se si vuol avere una corretta fioritura, infatti un’illuminazione scarsa è la prima causa di mancata fioritura.
E’ una pianta che vuole avere un normale ritmo di annaffiature ovvero circa 1 volta a settimana in estate un po’ meno in inverno, tenete però sempre sotto controllo il compost (nelle orchidee è chiamato Bark), non deve mai essere troppo secco ma nemmeno inzuppato d’acqua, se non siete sicuri è meglio aspettare qualche giorno in piu che annaffiare troppo spesso, in quanto il marciume radicale dovuto ad eccesso d’irrigazione è la maggior causa di morte. Per l’irrigazione sarebbe bene usare acqua piovana in quanto non contiene calcare e visto che le orchidee in natura vivono appese agli alberi ed assorbono solo acqua piovana, un’altra soluzione, visto che questo sito è visitato fondamentalmente da persone che come mio marito hanno la passione per gli acquari, usare comune acqua di osmosi.
Fondamentale per una corretta vita delle regine delle foreste è anche la nebulizzazione fogliare (non sui fiori), da effettuarsi possibilmente 2 volte al giorno (mai la notte) con uno spruzzatore caricato con acqua di osmosi che creerà un ambiente piu umido sulle foglie, importante specialmente in inverno quando i termosifoni seccano l’ambiente. Per creare un ambiente piu umido nelle vicinanze della nostra pianta è utile porre nel sottovaso dell’argilla espansa e riempire il sottovaso di acqua del rubinetto, che verrà assorbita dai sassolini di argilla e rilasciata gradatamente nel tempo creando un microclima umido molto gradito all’orchidea, assicuratevi però che non ci sia contatto tra radici ed acqua del rubinetto per evitare i marciumi precedentemente detti.
La concimazione deve anch’essa avere una cadenza fissa settimanale per tutto l’anno, la si effettua sciogliendo un grammo di concime per orchidee ogni litro d’acqua di osmosi, di solito si ottiene una conduttività di 200/400 ms, usando un concime 18/18/18 NPK. Nel periodo di ripresa vegetativa sarà bene usare un concime ad alto contenuto di azoto 30/10/10 per stimolare la pianta a produrre nuove foglie e nuovi fiori, spesso è possibile usare anche l’acqua dell’acquario visto che abbiamo conduttività similare a quella utile per le orchidee Phalaenopsis.
Bisogna rinvasare le piante ogni 2 anni tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate ovvero nel periodo in cui la pianta perde i fiori, non toccate nulla finche i fiori sono ancora sui rami, il compost detto Bark è un substrato inerte che serve alle orchidee solo per ancorarsi, infatti è fatto da corteccia di pino, torba di sfagno, polistirolo, sughero, carbone di faggio ecc… deve essere leggermente acido e ben drenante. Non appena ci si accorge che la corteccia di pino comincia a sfaldarsi ed a compattarsi vuol dire che diventa meno drenante e piu asfittica ed è ora di cambiarla, questo avviene ogni 2 anni, inoltre i vasi per Phalaenopsis sono di plastica trasparente visto che sono piante Epifite e le radici appese agli alberi amano fotosintetizzare anche loro!
La principale causa di morte delle orchidee come precedentemente detto è l’eccessiva irrigazione quindi dovrete porre attenzione nel non eccedere con l’acqua aiutandovi con un calendario sul quale segnerete i giorni in cui irrigate.Sono inoltre soggette come tutte le altre piante ad infezioni fungine, batteriosi e svariati parassiti animali quali le lumache che aggrediscono di notte i giovani germogli fiorali, i pidocchi, le formiche ed i ragnetti rossi, tuttavia le orchidee hanno una normale resistenza ai trattamenti chimici per cui non esistono infestazioni incurabili.









